Morcaldi e Padre Pio
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Padre Saldutto

Stadio “Massa” > 19 marzo 2005 > Ore 15.00 > San Giovanni Rotondo (FG)

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Il Cavaliere e l’inaugurazione di Casa Sollievo della Sofferenza

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Per non dimenticare il luminoso esempio del Cav. Francesco MORCALDI, confidente, amico e devoto figlio spirituale dell’umile Frate stigmatizzato del Gargano...


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Parco Nazionale del Gargano
Convento di Padre Pio Casa Sollievo della Sofferenza

UN TORMENTATO SETTENNIO (1918-1925) NELLA VITA DI PADRE PIO DA PIETRELCINA

Di Padre Gerardo Saldutto, un giovane cappuccino della religiosa provincia di Foggia (la stessa provincia di Padre Pio!), che, nel 1974, lo presentò come dissertazione di laurea nella facoltàdi storia ecclesiastica della Pontificia Università Gregoriana.

Editore : EDIZIONI “PADRE PIO DA PIETRELCINA” - Convento – S.Maria delle Grazie – San Giovanni Rotondo (FG)

Stampato da ARTI GRAFICHE FAVIA  (BARI),1986.

Testi liberamente tratti dal su citato volume:

Ma ora c’è di più : P.Pio chiede ad  Antonietta VONA,in una lettera senza data,che interessi l’incaricato del Ministero dell’Interno affinché faccia rieleggere sindaco di S.Giovanni Rotondo il cav. Francesco Morcaldi,

<< degnissima persona per ogni riguardo, e tanto bene ha fatto a questo Comune, ed in questo è l’unico, senza tema di smentita>>.Già aveva fatto scrivere a Morcaldi per tale scopo;ma ora è P.Pio stesso che torna ad insistere perché il tempo stringe e << gli intrighi degli avversari comuni del Sindaco e del P.Pio >> possono far trionfare gli avversari;

l’unica persona capace di << sventare le fosche mene dei nemici della luce >> è << il vostro cognato >>. E conclude:<< Vedete,figliola,mai vi ho chiesto un favore con tanta insistenza.Se occorre la vostra stessa persona presso vostro cognato, non ve ne esentate >>.

Nessuno ha mai saputo di questo interessamento di P.Pio,neanche Morcaldi ; questi dice che ciò avvenne nel 1927,in occasione della rielezione del sindaco.

(nota dell’autore : Morcaldi a sentire questa lettera ha pianto perché non immaginava che Padre Pio avesse avuto per lui tanta stima e affetto )

( ………..  )

La lettera lettera nasconde un fondo di verità : P.Pio ammira l’operato del sindaco Morcaldi, il difensore capo della sua permanenza a S.Giovanni Rotondo.

(…………….)

La situazione civile in S.Giovanni Rotondo fino al 1923è instabile,confusa e spesso turbolenta.L’elezione a sindaco di F.Morcaldi, 1923, segna l’inizio della stabilità amministrativa e di un certo sviluppo economico-sociale del paese.

(…………………….)

(1923 – IN DIFESA DI PADRE PIO)

Le notizie ricorrenti durante il 1923 riguardano prevalentemente l’argomento del trasferimento,con inizio dal mese di giugno

(…………..) pag 166

Una <<giornata difficilissima >> doveva essere il 25 giugno. Allorchè si constata che P.Pio non celebra in chiesa, una fiumana di popolo si raccoglie in piazza del municipio per ascoltare la focosa parola del sindaco Morcaldi, pronto a dimettersi per svolgere << tutto il mio dovere >>, del dott. Leandro Giuva e del segretario politico della sezione popolare,Luigi Massa.

(……………) pag 170

Le cose s’ingarbugliano, Morcaldi, il giorno 9, riceve da Roma, a grafia Femminile, una lettera senza firma per avvertirlo di un imminente trasferimento di P.Pio.Assieme con l’insegnante Angela Serritelli corre subito a Foggia per incontrare P.Luigi, dal quale sa ben poco.Sempre con A.Serritelli va dal prefetto comm.Mormino, che gli conferma quanto già aveva saputo,aggiungendo di aver risposto alla richiesta del Ministero dell’Interno << che l’ordine era eseguibile, ma non si poteva evitare un eccidio >>. La sera stessa Morcaldi va a lamentarsi dal P.Pio, il quale resta molto addolorato ma pronto a tutto perché << sono figlio dell’obbedienza >>. Ambedue piangono.

( ………. ) pag 178

In data 22 agosto il Generale P.Giuseppe Antonio da Persicelo, in osservanza a quanto richiestogli dal S.Offizio, chiede al direttore generale della Pubblica Sicurezza, gen. Emilio De Bono, il suo intervento per agevolare il trasloco di P.Pio, con la preghiera di << evitare dolorose conseguenze>> ;

(………..) pag 179

Il generale De Bono, messo al corrente dal nuovo prefetto dott.Lozzi e questi dal sindaco Morcaldi, risponde che il trasloco si può effettuare ma è inevitabile uno spargimento di sangue; declina quindi ogni responsabilità,salvo che non siano le autorità ecclesiastiche ad assumersi << la responsabilità delle conseguenze >>

(……….) pag 190

Qualche notizia in più viene data da Camillo Camilleri, funzionario di P.S., inviato in provincia di Foggia per combattere l’abigeato. C.Camilleri è mandato a San Giovanni Rotondo dal gen. De Bono per rendersi conto della situazione locale, fare accertamenti e, se ritenuto opportuno, coadiuvare all’allontanamento di P.Pio,come richiesto dalle autorità ecclesiastiche.Il prefetto di Foggia intanto l’aveva informato che il trasferimento di P.Pio avrebbe gravemente turbato l’ordine pubblico perché suscita violente reazioni. Presentandosi in convento, il funzionario è colpito dalla completa disponibilità di P.Pio,il quale lo prega solo di agire<<con discernimento>>

Venuta a conoscenza della sua presenza, una turba di fedeli, col sindaco in testa, si precipita al convento per protestare. La cosa però, col valido aiuto di Morcaldi,viene presto chiarita.Dopo aver indagato pure sul clero locale e circonvicino,C.Camilleri rientra a Roma per riferire al gen. De Bono << l’esito delle mie indagini >> : vera bontà di P.Pio e sicuro spargimento di sangue in caso di trasferimento.

Il generale, << profondamente credente >>, vedendo le prove raccolte, si rende promotore per ottenere la revoca dell’ordine del trasferimento.

(……………) Pag 192

Nonostante i richiami da una parte e le promesse dall’altra alla prudenza e alla riservatezza, le notizie trapelano e, a volte, prima che giungano ai responsabili.Il popolo di San Giovanni Rotondo ancor oggi non sa dare una risposta al come ciò sia avvenuto, ma ricorda unicamente un nome: Morcaldi. Questi però è soltanto il ricettore delle notizie. Sono proprio Morcaldi e l’insegnante Angela Serritelli, sua collaboratrice,a metterci sulla buona strada. << Avevamo a Roma, anche in Vaticano, amici sinceramente affezionati al Padre i quali, ogni qualvolta si decideva la rimozione, attraverso “ espressi “ m avvertivano: “all’erta! P.Pio sarà rimosso !... >>.

Morcaldi precisa verbalmente: << bastava che ricevessi una cartolina: “saluti”, senza firma; io capivo e mi ponevo in azione >>. L’ex sindaco però non rivelare l’autore.

Tra le varie sue carte, su una scrive : << 1923-1924-1925.Lotta per impedire il trasferimento ( Mons. Valbonesi-informatore e consigliere) >>

Davanti a tale suo documento Morcaldi conferma: <<era mons.Valbonesi>>.

Questi oltre ad informare Morcaldi e riceverlo allorché si reca a Roma, compie opera di perorazione anche presso vescovi e cardinali.

Il sindaco torna a San Giovanni Rotondo e pone il paese sulla difensiva: lungo la stradetta del convento,a ogni centro metri, colloca qualcuno per sorvegliare, ispezionare e riferire subito a lui.

Si compose un corteo di 5000 persone che girò le vie del paese al grido <<Viva P.Pio>>, per poi fermarsi in piazza dei martiri ove parlarono. Il dott.Leandro Giuva,il sindaco avv.Francesco Morcaldi e il sig.Luigi Massa di Michele, per protestare contro il provvedimento preso ed ammonire le autorità che S.Giovanni Rotondo avrebbe fatto l’impossibile per mantenersi P.Pio.Fu particolarmente commovente il discorso del sindaco che, tra l’altro gridò: << Il giorno in cui venisse tentato di toglierci P.Pio,io non esiterei a svestirmi della carica di Sindaco per divenire un privato cittadino e compiere tutto intero il mio dovere!>>

Tutti e tre gli oratori furono applauditissimi e quando essi enumerarono le benemerenze di P.Pio, il popolo sventolava fazzoletti e cappelli perché un nodo alla gola impediva loro di gridare.

Il corteo proseguì per il convento ove si richiese al P.Guardiano la revoca del provvedimento.Il Sindaco e altre autorità si recarono dal P.Guardiano a dialogare, e questi, << in vista di possibili disordini >> , accondiscese. Quando il sindaco con a fianco P.Pio si affacciò al finestrone sovrastante la porta della chiesa, un urlo di gioia e di applausi salutarono il commosso e lacrimante P.Pio. << Tutti avevano le lagrime agli occhi ed il cappello in mano >>.Infine P.Pio scese in chiesa per dare la benedizione. Così, grazie al tatto del maresciallo dei RR.CC. De Luca e del P. Guardiano, si evitò una giornata luttuosa.

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Da un’idea di:
Italo Caratù e
Stefano De Bonis

E’ una realizzazione: ASSOCLUB

Si ringrazia la famiglia Morcaldi per la squisita collaborazione

Si ringrazia tutti i partners privati

Nazionale Italiana Sindaci